“la parte più difficile rimane staccarsi da terra”

La speranza in questo periodo di crisi è che venga valorizzata l’eccellenza, chi è appassionato, chi continua ogni giorno a informarsi,

chi ha abilità relazionali tali da esser capace di collaborare,…

Poi penso a un amico con contratto da apprendista che rende faticosa la rivendicazione di diritti o la possibilità di avere un buon potere contrattuale. Se provasse a dire di no troverebbero sicuramente altri disposti a chiudere gli occhi, tapparsi il naso e stringere i denti.

Forse saper stringere i denti significa essere l’eccellenza…fino a che punto però? Cosa delimita il confine tra lo stringere i denti per poter essere apprezzato e valorizzato e il rischio di essere sfruttato?

Forse il confine potrebbe essere il sapere che quel lavoro “parla di te”, che con e grazie ad esso riesci a “staccarti da terra”.

Molti accedono a questo sito scrivendo su google “come trovare lavoro”, oppure “cosa studiar eper lavorare?”. Forse il lavoro e lo studio devono permettere di staccarsi da terra ma…

 Cosa significa per te “staccarsi da terra”?

Men at work

Posted: 26/01/2012 by lucaburdisso in Uncategorized

Il lavoro rende liberi! questa frase, divenuta oggi una domanda piuttosto che un’affermazione, ha animato nel tempo discussioni e pensieri controversi.

La libertà è libertà di lavorare?

Artjon, in un commento all’articolo precedente, sembra suggerirci che la passione e la possibilità di “crederci” ci renderà liberi.

Mi chiedo: “CREDERCI” …in cosa?

Provo a rispondermi raccontandovi una parte di un percorso con giovani adulti che mi sta molto appassionando e questionando! 

Alcuni giovani fossanesi hanno voluto condividere le loro storie e alcune riflessioni sul lavoro.

In realtà non posso dire che nel gruppo siano tutti giovanissimi, è un particolare, questo, che aggiunge storia e un pò di saggezza ai nostri incontri.

nemmeno posso dire che siamo tutti fossanesi, molti arrivano dal suggerimento di un viaggio, altri con la voglia di viaggiare, altri ancora arrivano semplicemente da altre zone del cuneese.

Infine posso dire che siamo partiti dal confronto sul lavoro per poi sentirci attratti dal bisogno di parlare di vita, felicità, serenità, talento, il talento di gestire un talento,…

Ecco il testo tratto da TUTTI GIU’ PER TERRA (Culicchia) divenuto pretesto delle nostre domande:

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Quando ormai avevo perso ogni speranza di ricevere una risposta qualsiasi, da Roma arrivò una raccomandata. La mia domanda era stata accettata. Potevo considerarmi un obiettore di coscienza. Le richieste per fare il servizio civile tra gli zingari dovevano essere così poche che al ministero avevano preferito confermare la mia scelta: il CANE. Avrei dovuto presentarmi all’ufficio obiettori del comune la settimana seguente, sotto Pasqua.

Fantastico, pensai, finalmente si comincia. Poi capii che quello per me in un certo senso era l’inizio della fine. Ancora pochi giorni e l’epoca della scuola sarebbe terminata per sempre. Mi sentivo depresso. Stavo invecchiando.

Il servizio civile non rappresentava altro che il buco attraverso cui sarei finito diritto sparato in quel cesso chiamato mondo del lavoro. Prima o dopo avrei venduto me stesso per uno stipendio mensile appena sufficiente a sopravvivere e pagare le rate della macchina, della lavastoviglie, del videoregistratore. Altro che carriera da carrozziere e mago della borsa. Sarei stato stritolato da un meccanismo omicida. Tre settimane di ferie all’anno. Otto ore di lavoro al giorno. Fine settimana libero, certo, giusto per guardare la televisione o andare alla partita. Non avrei più potuto disporre del mio tempo ma renderne conto a qualcun altro, spendendo quel poco che guadagnavo per comprare cose inutili prodotte da schiavi come me. Il cerchio sarebbe quadrato. Avrei lavorato sino alla vecchiaia e il giorno della pensione mi sarei accorto di essere malato di cancro. Ero proprio depresso.

Misi su “problems” dei Sex Pistols e andai in cucina a caccia della nutella. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse CREDERCI significa poter contraddire la prospettiva di ritrovarci TUTTI GIU’ PER TERRA

cosa studiare oggi per poter lavorare?

Posted: 09/01/2012 by lucaburdisso in Uncategorized

Leggo su Word Press quali parole chiave hanno condotto a questo sito,

“cosa studiare oggi per poter lavorare?” è la frase che da google in questi ultimi giorni ha condotto alcuni naviganti a questo sito.

…interessante…

Quante frasi strane diventano ricerca su google!! Ricordo ad esempio quando ho cercato “parole che fanno rima con Paola” (trovando solo “bresaola”), oppure “come fare un nodo windsor alla cravatta”.

Intanto torno al tema del lavoro e penso al libro che ho appena finito di leggere, “L’estate alla fine del secolo”, F. Geda:

la storia di un ragazzo che nella passione per i fumetti e il disegno trova un’occasione per scovare un lavoro e vitalità, un proprio marchio sul tempo che passa. Il libro è davvero intenso. Ora, finito di leggerlo, ho sete di poter conoscere ancora un pò i personaggi, poterli incontrare, chiacchierare con Zeno, distinguere il rumore dei silenzi di nonno Simone.

é ancora possibile inventarsi un lavoro o perlomeno scovarlo dalle nostre passioni?

Poche ore fa mi sono divertito con alcuni amici raccontandoci i lavoretti fatti durante l’università, dalla consegna delle pagine bianche, alla raccolta dei kiwi, al barista non pagato, all’aspirante falegname,….

Chiedo dunque:

“quale lavoro vuoi fare da grande?” 
 ”quali lavori e attività ti faranno diventare grande?”

Ddi PRanZo PausSa NatalE

Posted: 04/01/2012 by lucaburdisso in Uncategorized

Nei giorni scorsi ho pubblicato con gli auguri la storia di Betty, ragazza guineense incontrata dal mio amico Matteo. Il risultato era la totale illeggibilità, avevamo problemi con il font, ora ho provato a rimetterlo in sesto. Grazie Nadia per avermelo fatto notare.

Sorrido, nessuno aveva fatto notare prima l’illeggibilità della storia. Penso a chi, leggendo, avrà probabilmente concluso “la storia l’avrà scritta direttamente Betty sgattaiolando in casa dell’amico Matteo e invadendo la sua tastiera del pc con parole sgrammaticate”,  altri invece con un ghigno avranno borbottato “ma questo Matteo da quando abita in Africa ha dimenticato come si scrive in italiano?”. Forse in italiano scorretto la storia sembrerebbe addirittura più credibile, “direttamente dai polpastrelli di Betty..,UAO”, penserei. L’errore, semplicemente,  era nel font di scrittura utilizzato. 

Aggiungo dunque la storia, questa volta leggibile. Trovate il resto dell’articolo e la Betty sgrammaticata nel post precedente.

     Betty

Oggi è ripassata di qua Betty.
Ha un bellissimo sorriso e due occhi grandi così.
Ha 15 anni ed è scappata qualche mese fa da Bubaque dove viveva con la sua famiglia. La sua mamma però qualche mese fa è morta e suo padre e i suoi zii la trattavano male. È salita su una barca ed è arrivata a Bissau.
Non aveva nessuno e si è presentata una notte in parrocchia. Spaurita ma non del tutto abbattuta. Sarà per la sua giovane età, ma un sorriso non lo nega a nessuno.
Ha dormito qui al CIFAP quella sera ed il giorno successivo ha fatto colazione e pranzo insieme a noi. Poi è arrivato “Zio” Fernando che con la sua associazione si è attivato per trovarle qualche parente in capitale che potesse badare a lei. Così il giorno dopo è andata via, dopo averci salutati tutti e ringraziati. Anche i padri che a volte fanno un po’ i burberi si sono inteneriti del sorriso di Betty.
Così oggi si è ripresentata al CIFAP. Cercava P. André che però tardava a tornare. Aveva bisogno di 2000 franchi per andare a fare una visita nella clinica. Dalla sua ultima visita qualcosa era cambiato. Le ho notato subito un accenno di pancia. Le ho chiesto il perchè della visita e lei un po’ con vergogna mi ha risposto: “per la pancia!”.
A 15 si ritroverà con un figlio. Chissà chi l’ha ingravidata se ha approfittato della sua gentilezza e della sua giovane età. Non so ma mi è venuto da pensare che potessero averle fatto del male, ma chissà, non riesco a capirlo. Lei ti sorride sempre.
Dice che il prossimo anno andrà a scuola, ma mi chiedo come farà con il bambino…
“Levan pa tera branku”. Dice che vuole andare in Europa e mi chiede di aiutarla, di venire con me. I padri dicono che il suo è uno di quei casi che vanno proprio aiutati.
Non è facile capire qui chi va aiutato e chi no. Sono troppi quelli che quotidianamente bussano alla porta per chiedere aiuto, soldi, vestiti, cibo. È il solito discorso: li aiuti tutti? Come fai? Non aiuti nessuno? Sono un egoista!
È difficile darsi delle risposte.

da http://teoghi.blogspot.com/2011/12/betty.html

 
 
Bon DIa

pausa pranzo di Natale

Posted: 26/12/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

       Da alcuni giorni cerco un pensiero che mi aiuti a scrivere un augurio di Buon Natale, un’idea da condividere, una canzone o cos’altro che si possa definire “OPEN”

…niente…

L’unica costante è lo sfondo, la consapevolezza che il Natale ricorda una nascita, è il suggerimento per una nostra rinascita.

In questi giorni ho reincontrato alcuni amici che vivono da alcuni mesi o anni in giro per il mondo. Ascoltano parole diverse, incontrano gestualità e tradizioni a noi nuove. Poi talvolta tornano e  riprendono i fili delle loro abitudini fossanesi o cheraschesi. Pensare a dov’erano una settimana fa è davvero strano, immaignarli alle prese ocn contesti totalemnte differenti, poi subito pronti a riconfluire nei nostri modi e tempi. Vi a g g gi a r e   è certamente una spinta alla capacità di essere OPEN.

Oggi ho letto sul blog di un amico a me molto caro un post che, parola dopo parola, mi ha conquistato e ha anche conquistato la ricerca di parole per questo augurio di buon Natale.

é un post scritto da un ragazzo che da un anno emmezzo lavora in Guinea Bissau, in Africa….eccolo.

Betty

“Oggi è ripassata di qua Betty.
Ha un bellissimo sorriso a causa Occhi Grandi Così posta.
Ha 15 Anni ed e scappata qualche Mese fa da Bubaque colomba viveva con la SUA Famiglia. La SUA mamma pero qualche Mese fa e morta e Suo padre EI Suoi zii la trattavano di sesso maschile. E salita su Una barca ed e arrivata uno Bissau.
Non AVEVA nessuno e SI e una Notte Presentata in Parrocchia. Spaurita ma non del Tutto abbattuta. Sarà, per la SUA Giovane Età, ma delle Nazioni Unite sorriso non lo nega uno Nessuno.
Ha dormito qui al Cifap Quella sera ed Il Giorno Successivo ha Fatto Colazione e Pranzo Insieme a Noi. Poi e arrivato “Zio” Fernando Che con la SUA Associazione SI e attivato per trovarle qualche Parente in Capitale Che potesse badare una lei. Così Il Giorno E DOPO Andata via, DOPO averci Tutti Salutati e ringraziati. Also i Padri uno Volte Che Fanno Un po ‘i Burberi SI Sono inteneriti del Sorriso di Betty.
Così Oggi SI e ripresentata al Cifap. Cercava P. André Che pero tardava uno Tornare. AVEVA Bisogno di 2000 franchi per una tariffa Andare Una Visita NELLA clinica. Dalla SUA ultima Visita Qualcosa era cambiato. Le ho notato Subito ONU accenno di pancia. Le ho chiesto il Perchè della Visita e lei Un po ‘con vergogna mi ha risposto: “per la pancia!”.
Un SI 15 ritroverà con delle Nazioni Unite figlio. Chissà chi l’ha ingravidata sé ha approfittato della gentilezza e della SUA SUA Giovane Età. Ma così non mi e Venuto da Pensare Che potessero averle Fatto del maschio, ma chissà, non Riesco uno capirlo. Lei ti sorride Semper.
Dice Che il Prossimo anno andra uno scuola, ma mi fara Chiedo venire con il Bambino …
“Levan pa tera branku”. Dice Che vuole Andare in Europa e mi chiede di aiutarla, di venire con me. I Padri dicono Che il Suo indirizzo e UNO di Quei CASI Proprio Che vanno aiutati.
Non e facile Capire qui chi va aiutato e chi no. Sono troppi Quelli che quotidianamente bussano alla porta per chiedere Aiuto, soldi, Vestiti, Cibo. E il Discorso Solito: Tutti li Aiuti? Fai venire? Non Aiuti Nessuno? Sono ONU egoista!
E difficile Darsi delle Risposte.”
 
Uao, leggendo spunta ancora una volta la voglia di tornare in Guinea Bissau, dove sono stato quest’estate!
Il post racconta una rinascita, poi compare una nascita che commuove e allo stesso tempo preoccupa.
Forse il Natale è davvero così, come è stato per Betty l’incontro con il CIFAP, un’occasione di rinascita, una “pausa pranzo” che scandisce i tempi in una giornata talvolta faticosa, l’intervallo alle superiori che spezza la mattinata con focaccia, chiacchiere e spintoni  (ovviamente solo per i maschi, per le femmine…uhm…cosa facevano nell’intervallo le ragazze?). Ci si scoprirà la sera, riposati sul divano con un mezzo sorriso, a pensare alla giornata trascorsa ricordando di essa le batttute al bar durante il pranzo, lo sguardo di sbieco alla companga della classe accanto, la propria mezza busta di zucchero per caffè passata al collega per non sprecarne una nuova, i discorsi abbozzati che chiedono un “e poi…”….sperando che ciò possa cambiare la giornata.
 
Buon natale a tutti e, per chi già lavora,
buona pausa pra

 

nzo

Per chi ancora fa l’intervallo…beh, Buon natale anche a lui perchè
il prossimo intervallo sarà tra una dozzina di giorni.
 
Ricordo con la foto a inizio articolo  un’occasione nella quale abbiamo provato a ripartire,
un “intervallo” che porta la speranza che le cose possano cambiare.
 

Liberi di non studiare?

Posted: 26/11/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

LIBERTAAAAA’!! Era il grido straziante  di William Wallace in Braveheart, sussulto di dolore che ha animato mille battaglie.

Con alcuni ragazzi delle scuole superiori ci stiamo domandando:

“cosa ne è oggi di queste battaglie per la libertà?”

Questi ragazzi stanno diffondendo sms che costringono il lettore a pensare, forse per questo risultano talvolta minatori, la domanda è: ”cosa ti fa venire in mente la parola “libertà“”. Alcuni loro amici hanno risposto rivendicando la possibilità di non avvertire costrizioni, altri di poter fare a meno delle regole custodite dai genitori, alcuni adulti si sono questionati con serietà, altri invece hanno risposto con un vaff…

Le loro definitizioni e acclamazioni di libertà sono molto interessanti, talvolta discutibili. Il giorno dopo un interessante confronto avuto con loro, introdotto da un’attività che ha richiesto di bendarli e “ammanettarli” con fascette da elettricista per meglio assaporare la non libertà, ho trovato questo articolo interessante e sagace di Ilvo Diamanti:

Non studiate!

CARI RAGAZZI, cari giovani: non studiate! Soprattutto, non nella scuola pubblica. Ve lo dice uno che ha sempre studiato e studia da sempre. Che senza studiare non saprebbe che fare. Che a scuola si sente a casa propria.  
Ascoltatemi: non studiate. [...] Non vi garantisce un lavoro, né un reddito. Allunga la vostra precarietà. La vostra dipendenza dalla famiglia. Non vi garantisce prestigio sociale. Vi pare che i vostri maestri e i vostri professori ne abbiano? Meritano il vostro rispetto, la vostra deferenza? I vostri genitori li considerano “classe dirigente”? Difficile.
Qualsiasi libero professionista, commerciante, artigiano, non dico imprenditore, guadagna più di loro. E poi vi pare che godano di considerazione sociale? I ministri li definiscono fannulloni. Il governo una categoria da “tagliare”. Ed effettivamente “tagliata”, dal punto di vista degli organici, degli stipendi, dei fondi per l’attività ordinaria e per la ricerca.
E, poi, che cosa hanno da insegnare ancora? Oggi la “cultura” passa tutta attraverso Internet e i New media. A proposito dei quali, voi, ragazzi, ne sapete molto più di loro. Perché voi siete, in larga parte e in larga misura, “nativi digitali”, mentre loro (noi), gli insegnanti, i professori, di “digitali”, spesso, hanno solo le impronte. E poi quanti di voi e dei vostri genitori ne accettano i giudizi? Quanti di voi e dei vostri genitori, quando si tratta di giudizi – e di voti – negativi, non li considerano pre-giudizi, viziati da malanimo?
Per cui, cari ragazzi, non studiate! Non andate a scuola. In quella pubblica almeno. Non avete nulla da imparare e neppure da ottenere. Per il titolo di studio, basta poco. Un istituto privato che vi faccia ottenere in poco tempo e con poco sforzo, un diploma, perfino una laurea. Restandovene tranquillamente a casa vostra. Tanto non vi servirà a molto. Per fare il precario, la velina o il tronista non sono richiesti titoli di studio. Per avere una retribuzione alta e magari una pensione sicura a 25 anni: basta andare in Parlamento o in Regione. Basta essere figli o parenti di un parlamentare o di un uomo politico. Uno di quelli che sparano sulla scuola, sulla cultura e sullo Stato. Sul Pubblico. Sui privilegi della Casta. (Cioè: degli altri). L’Istruzione, la Cultura, a questo fine, non servono.
Non studiate, ragazzi. Non andate a scuola. Tanto meno in quella pubblica. Anni buttati. [...]Per cui, cari ragazzi, non studiate. Se necessario, fingete, visto che, comunque, è meglio studiare che andare a lavorare, quando il lavoro non c’è. E se c’è, è intermittente, temporaneo. Precario. Ma, se potete, guardate i maestri e i professori con indulgenza. Sono una categoria residua (e “protetta”). Una specie in via d’estinzione, mal sopportata. Sopravvissuta a un’era ormai passata. Quando la scuola e la cultura servivano. Erano fattori di prestigio.

Oggi non è più così. I Professori: verranno aboliti per legge, insieme alla Scuola. D’altronde, studiare non serve. E la cultura vi creerà più guai che vantaggi. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Ma oggi non conviene. Si tratta di vizi insopportabili. Cari ragazzi, ascoltatemi: meglio furbi che colti!

Forse la libertà non è la possibilità di scegliere tra innumerevoli possibilità ma piuttosto è capacità di scegliersi, ringrazio Il Prof. Duilio Albarello per questa riflessione proposta a lezione. Affrontando le fatiche scolastiche e le costrizioni, prima di rifiutarle, può essere davvero importante chiedersi “è uno sforzo che mi aiuta a poter essere, un giorno, il meglio di me?“. Domanda che richiede, qualsiasi sia la risposta, di conservare quella grinta, quello slancio che quando ci si sente costretti nutre la voglia di LIBERTA’!! Forse queste sono le battaglie che ci sppettano oggi, non più travestiti come William Wallace, ma ugualmente affannati dalla possibilità di rischiare.

Credo valga davvero la pena domandarselo!…per poter essere, da adulti, tra quelli che, quando alcuni ragazzi di San Sebastiano e Murazzo chiederanno cosa sia la libertà, sorrideranno con lo sguardo volto al passato e poi dinuovo al presente, ricordando quanto nella vita hanno faticato…ne è valsa la pena!? 

In quel momento a questi adulti brilleranno gli occhi, imbarazzati nel tentativo di rispondere in modo tale da rendere giustizia alle parole studiate e alle fatiche e speranze macinate negli anni.

“Chi combatte può morire, chi fugge resta vivo…almeno per un pò”

Braveheart

Fate il vostro gioco

Posted: 15/11/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

Nei giorni scorsi abbiamo espresso la sensazione che a Fossano ci  siano dei movimenti interessanti, anche in ambito internazionale i movimenti si stanno facendo sentire.

Provo dunque a raccontare cosa è stata la serata del 14 Novembre, occasione alla quale l’amministrazione ha invitato cittadini indaffarati in movimenti che riguardano i giovani:

Entro al Caffè Roma…impellente bisogno di  scostare il fumo di sigarette ormai quasi spente che invade il locale sul fondo, uno sfondo che con il fumo e il grigiore si confonde per piacere di entrambi. Gli occhiali scuri invadono lo sguardo di figure poco nitide puntellate su sedie moderne che per l’occasione paiono ingrigite dall’epoca, in mano carte in bianco e nero stranamente non ancora sdrucite. Sul tavolo gettate si potevano scorgere fiches con colori brillanti capaci di accattivare e manipolare lo sguardo. L’attesa tovaglia verde da gioco era però sostituita con creativa necessità con una cartina color seppia che, scossa, riempiva di grigio l’aria circostante. Un taglio nitido su questa,in corrispondenza di un disegno a carboncino del Castello degli Acaja,   suggerisce l’impeto con il quale il pugnale del croupier era stato sparato  al grido fate il vostro gioco!”
 
Niente di tutto ciò…

La serata al caffè Roma si intitolava “Fate il vostro gioco”, nulla in comune però con lo scenario cupo e vacuo di speranza e movimenti descritto appena sopra. Al Caffè Roma ieri sera si sono incontrati liberi cittadini, associazioni, gruppi di interesse e esponenti politici immaginando che Fossano fosse una di quelle mappe-tavolo da gioco che fanno da sfondo a Risiko, Hotel, Monopoli,…dall’immaginazione alla creazione il passo non è facile ma diventa possibile.

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Il croupier Lamberti W. (credo che questa dicitura possa conferirgli un’aria più seria e misteriosa, dunque adatta al ruolo) ha distribuito carte da gioco sulle quali scrivere la risposta alla domanda: “se penso ai progetti, alle idee e aspettative mie o dell’associazione di cui faccio parte, cosa mi sento di metterre sul piatto?”

é stata dunque la richiesta di mettere sul piatto e giocarsi un progetto, una proposta, una disponibilità o un’idea.

rilancio!!

Questa è stata la parola non detta che implicitamente ha guidato il confronto e la discussione che ha seguito la discesa delle carte. Rilancio…prendo la mia carta, quell’altra che mi incuriosisce ed è stata scesa precedentemente e provo a rilanciare o almeno essere disponibile a modificare la mia proposta. Così ad esempio è accaduto riguardo alla possibilità di “trascinare fuori da garage e aule di lezione” i musicisti fossanesi, proposta che ha trovato diritto di nascita attraverso un confronto interessante tra l’amministrazione, alcuni musicisti e altri ragazzi che scorgono nella musica un simbolo della  rappresaglia giovanile a Fossano.

Nel Poker, quando una giocatore sussurra a mezza voce “rilancio!”, gli altri possono VEDERE oppure LASCIARE.

Beh, ieri nessuno ha LASCIATO, piuttosto credo si sia condivisa la voglia di incontrarsi e dialogare.

“Fate il vostro gioco” ha suggerito che attuare politiche giovanili oggi significa accompagnare al dialogo le realtà esistenti, ricordo un amico che mi aveva detto “comunicare significa avere potere!”.

é davvero così, non penso al “potere” in termini di prevaricazione sociale ma piuttosto avere possibilità e idee in potenza, capaci di far muovere questa città! Sono tornato a casa a mezzanotte alle porte, con in testa proposte sfilacciate che mi hanno suggerito “bisogna darsi una mossa”.

Nei prossimi giorni organizzeremo e pubblicheremo sul sito le carte e idee che sono state messe sul piatto così da poter chiarire le parole di questo articolo.

“Les jeux sont faits . . . rien ne va plus” …ops… “Faites vos jeux, messieurs!”

“Fate il vostro gioco”

Posted: 04/11/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

Lettera firmata dall’assessore Maurizio Bergia e dal Sindaco Francesco Balocco.

Città di Fossano

Prot. N 36759

Carissimo/a,

tutti voi che leggerete queste poche righe siete accumunati, nei nostri pensieri,dall’interesse e dalla passione per il futuro dei giovani di Fossano. Futuro che immaginiamo sul nostro territorio, futuro che i giovani vogliono vivere in prima persona, da protagonisti e non come semplici fruitori di servizi.  L’Open Space del 4 giugno, gli eventi che lo hanno seguito e preceduto sono stati un’ esperienza intensa ed hanno avuto, come valore aggiunto, il sapere aggregare attorno ad un’idea, un sogno, persone di età diversa e con esperienze e formazione personale differenti.

Come diceva Steve Jobs, è stato come mettere su un foglio una lunga serie di puntini, condividendo esperienze concrete, sogni e voglia di fare per una città delle opportunità, nella quale i nostri ragazzi siano protagonisti attivi e sappiano “trafficare” i loro talenti.

Ed allora eccoci qui, pronti ad ascoltare i vostri pensieri, il racconto del lavoro che state portando avanti nei gruppi ed associazioni di appartenenza, a disposizione per sostenere i vostri progetti e per lavorare insieme, per rispondere appieno alla domanda che ci siamo posti nei mesi di preparazione dell’Open Space: “Che cosa ci serve per fare spazio ai giovani?”.

E’ venuto il momento di provare ad unire i puntini, per cominciare a vedere quale figura di città delle opportunità si potrebbe creare.

L’appuntamento è per lunedì 14 novembre alle ore 20.45 presso il Bar Roma, per una serata di confronto, nella quale sceglieremo insieme come continuare questo percorso.
Il titolo della serata sarà “Fate il vostro gioco”.                                                     Con l’aiuto di Walter Lamberti, trasformeremo simbolicamente la nostra città in un grande tavolo da gioco, per vedere come “scommettere” con i nostri giovani su una Fossano più a loro misura. Tocca ad ognuno di noi dire cosa possiamo concretamente mettere sul piatto. La posta in gioco è alta, è il futuro dei nostri ragazzi.

Contiamo moltissimo sulla tua partecipazione, perché apprezziamo molto quello che stai già facendo. C’è bisogno anche di te per provare “ad unire i puntini”.

Randy Pausch ha detto nella sua ultima conferenza in un’Università americana che “se vivi intensamente i risultati si prenderanno cura di te”.

In questo spirito ti aspettiamo alla serata di lunedì 14 novembre.

Grazie ancora di cuore per quello che fai per il nostro territorio.

           Il Sindaco                                                                                                                                   L’Assessore                  

     Francesco Balocco                                                                                                                     Maurizio Bergia

Leggi il seguito di questo post »

…e sia splendido

Posted: 31/10/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

Pensavo di caricare la nuova canzone dei Negrita, “Fuori controllo”.

Testo positivo, racconta di cambiamenti e movimenti…contagiosi. Parla di sogni personali e collettivi… chissà poi quale sia la differenza tra questi! Forse c’è, ma non troppo.

Parla del “vento che sta cambiando e il sole splende“, ricorda da vicino i discorsi vari su “open…”.

Eppure un’altra canzone del nuovo album dei Negrita mi ha attratto: la voce di Drigo, chitarrista e in questa canzone cantante, si fa malinconica e riflessiva, racconta la possibilità di sbattere contro una spaccatura, perdersi in un cambiamento, una “botta di vita”, un movimento che…

a volte può far male…   come mi conferma un messaggio un pò triste ricevuto questa mattina, parole di una spaccatura che fa male quando colpisce la speranza di un cambiamento.

“Splendido” parla di amore per una persona, per la vita, per un cambiamento o qualcosa che “salva la vita”.

Curioso che la voce di Drigo sia così pacata e malinconica nel raccontare l’uragano di un cambiamento, forse è davvero perchè a volte l’amore per qualsiasi cosa può far male.

 L’augurio della canzone è che questo uragano che urla per te sia…splendido.

(è una canzone che sembra davvero musica di autunno, il prima o dopo di un cambiamento, forse è questa oggi la situazione di Fossano e dei progetti per i giovani).

In questa musica di autunno, di prima o dopo viene davvero la voglia di

un abbraccio… e sia splendido…

…movimenti…

Posted: 15/10/2011 by lucaburdisso in Uncategorized

L’inizio dell’anno dopo l’estate è accompagnato da cambiamenti…la scuola e le prime valutazioni di ciò che sei / che sai, i primi brividi di freddo che allontanano il calore estivo; anche la natura assume contorni diversi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli stessi giorni apro la mail,

leggo i giornali fossanesi,

ascolto alcuni ragazzi , il parere e le idee di qualche adulto,                                                                  

genitori e le associazioni.

Mi accorgo che a Fossano sta nascendo un movimento spontaneo di idee, iniziative, pensieri e responsabilità davvero interessanti

….uao…  opportunità